25 Aprile 1945 – 25 Aprile 2014

La liberazione dal Nazi-Fascismo

Ricordare Giacomo Buranello

 

 

Ricordare la Resistenza Partigiana a Genova significa ricordarsi di tutti coloro (e sono tanti!) che hanno combattuto contro il nazi fascismo nella nostra città e nella nostra regione, militando, chi più chi meno, a seconda della propria indole e delle proprie competenze, nei vari raggruppamenti partigiani e, talvolta, pagando con la propria vita la voglia di dire basta a soprusi e violenze indiscriminate da chi  aveva portato il paese alla rovina totale. Tra i tanti che hanno combattuto fieramente la barbarie fascista e hanno pagato con la propria vita questa impari lotta, emerge il nome di un giovane fiero e tenace che è tra i promotori delle organizzazioni armate clandestine in città ed è stato un buon teorico dell’organizzazione, non solo partigiana, e che è sempre stato comunista: Giacomo Buranello. Ucciso sotto tortura dalle camice nere, per non aver voluto rivelare i nomi dei compagni,  deceduto poche ore dopo la sua rocambolesca cattura, fu fucilato ormai morto l’alba del 3 marzo 1944 alle ore 6,00 nel Forte San Giuliano, sulle alture di Genova. Sono passati 70 anni esatti, ma alla data della sua uccisione nessuno della Genova antifascista, né quella moderata, né quella più estremista, né tantomeno l’A.N.P.I. genovese si sono preoccupati di ricordarlo, né con conferenze, né con articoli sui giornali, neppure con un semplice comunicato stampa. Perché? Vi chiederete. E’ molto semplice, perché Giacomo Buranello non fu un semplice eroico partigiano gappista morto sotto tortura, come tanti altri nella nostra città ribelle. Fu qualcosa di più. Possiamo rendercene conto leggendo quelle poche cose che ci ha lasciato sull’organizzazione dei comunisti, non solo in clandestinità, ma su una nuova maniera di far politica, che era più aderente alla nuova realtà barbarica che stava fronteggiando. I suoi scritti su come organizzare la lotta dei comunisti e su come devono strutturarsi i comunisti, con la centralizzazione della direzione politica, l’adesione stretta alla linea leninista, portata avanti efficacemente in URSS da Giuseppe Stalin, fanno di Buranello un personaggio scomodo alle attuali formazioni politiche sedicenti comuniste o alternative. La sua figura di personaggio onesto, retto, tutto di un pezzo, ideologicamente sano come in realtà fu Buranello, per i mediocri politicanti sinistri della nostra città non è da prendere da esempio ed è meglio lasciarlo nel dimenticatoio della storia. Ebbene noi, in quanto comunisti, marxisti-leninisti, sentiamo il dovere politico e morale di ricordarlo e di ricordare i suoi scritti e le sue gesta eroiche ed elevarlo a simbolo di una città come Genova, medaglia d’oro per la Resistenza, come simbolo di combattente e di comunista che, anche se i tempi e la situazione è assai diversa da allora, sono di esempio per la loro profondità ideologica e politica per le future generazioni, perché facciano tesoro dei suoi insegnamenti per ottenere sempre il meglio da sé stessi e dagli altri e per lottare sempre per un mondo migliore.

W il 25 Aprile! W la Resitenza”! W Giacomo Buranello!

 

 

Circolo Culturale Proletario di Genova